Trivializing Sardinia: piccolo spaccato di autocoscienza sarda (ajò!)

MONDANITÀ - Tarquinio Sini (ante 1928)

MONDANITÀ – Tarquinio Sini (ante 1928)

Amic* italian*, visto che da tempo sta girando una presunta lista di 10 cose da non fare in Sardegna, vorrei esporvi alcune rassicurazioni in merito. Valgono anche per un sacco di sardi e sarde, ovviamente.

1 – “NON INIZIATE O FINITE OGNI FRASE CON AJO’”
Non credo che ci siano degli idioti che pensano di parlare in sardo dicendo “ajò”. Siamo al livello delle storielle comiche tipo chi pensa di parlare spagnolo mettendo una “s” alla fine di ogni parola. Siamo seri, nessuno lo fa davvero, è una cosa che va contro la logica. In ogni caso, è normale prendere qualche cadenza o espressione tipica del luogo in cui si sta. O magari volete dirmi che non avete mai detto “ahò” a Roma o “wèwè” a Napoli? La sovradeterminazione, se è di questo che state parlando, è molto di più che un semplice “ajò” detto fuori luogo.

2 – “MAI RIFIUTARE DA BERE IN SARDEGNA”
Mai rifiutare da bere? Ma quando mai? Ma che gente conoscete? Nessuna persona sana di mente obbligherebbe qualcuno ad assumere un veleno, seppure in piccole dosi come l’alcool. Se insistono per farvi bere alcolici a tutti i costi, o hanno cattive intenzioni o vogliono banalmente farsi beffe di voi. Altrimenti non ci sarebbe motivo di obbligare qualcuno a bere qualcosa che non gli piace o non gli va. Anche tra i sardi c’è chi soffre di cuore o di altre patologie che gli rendono impossibile bere alcolici; e anche noi sardi a volte prendiamo medicine che non sono compatibili con l’alcool e sappiamo bene che in questi casi bere può fare malissimo. Ripeto, non so che gente sia quella che ha scritto questa cosa, in ogni caso sappiate che conosco molti sardi – me compreso – disposti volentieri a offrirvi un caffè o un succo di frutta, o se proprio non volete nulla, pazienza. La presenza di un turista o ospite di qualsiasi genere è, ovviamente, solo un piccolo episodio nella nostra vita, che è fatta di tante cose come quella di tutti gli altri.

3 – NON DITE MAI CHE LA SARDEGNA E’ MERAVIGLIOSA E NON CAPITE PERCHÉ TANTI SARDI VANNO VIA DALL’ISOLA
Dite pure che la Sardegna è meravigliosa. Lo è, specie alcune zone. Altre meno. Se vi chiedete come mai ce ne andiamo, fatelo pure senza paura. Vi spiegheremo che, come in Molise, nel Peloponneso o nel nord-ovest della Bulgaria (tutti posti sicuramente ‘meravigliosi’ come la Sardegna) quando non trovi lavoro non puoi vivere d’aria e devi emigrare. O a volte semplicemente hai bisogno di vedere cosa c’è fuori perché il piccolo mondo ti sta stretto, e poi magari torni perché fuori è ancora peggio. Ci sono tante motivazioni e storie possibili. Non mi pare ci sia nulla di incomunicabile in questo.

4 – NON FATE I SACCENTI CON I SARDI
Spiegatemi. C’è davvero gente che gira per la Sardegna chiedendo la capitale dell’Indonesia, ridendo soddisfatto quando trova qualcuno che non la sa? E con i lombardi invece è lecito fare i saccenti? E con quelli del Baden-Wurttenberg? Ditemelo, perché non vedo l’ora di andare a Tubinga a prendere per il culo chi non sa quali atomi compongono la molecola dell’acqua.

5 – NON DITE MAI CHE L’ICHNUSA NON E’ UNA BUONA BIRRA
A un sacco di sardi la birra Ichnusa fa schifo. Altri la bevono pur consapevoli che si tratta di una birra mediocre – secondo me poco sopra la media rispetto a quelle più commerciali – ma una birra come tante altre. In Sardegna la beviamo perché è tra le più diffuse, perché ormai siamo abituati al suo gusto e perché costa relativamente poco. Ci sono un sacco di birre – anche sarde, ma soprattutto estere – molto più buone, ma costano moltissimo. Magari non dite che non è buona se ve l’hanno offerta, giusto per una questione di educazione.

6 – NON DITE MAI CHE GRADITE UN PICCOLO SPUNTINO
Questa è l’unica con una qualche pregnanza, perché riguarda una parola che in Sardegna ha un significato diverso. Tuttavia, anche in Sardegna, dopo millenni di evoluzione socio-linguistica, siamo in grado di leggere il contesto e capire che se un tizio dice di avere un po’ di fame non gli organizziamo un pranzo luculliano con 200 portate. Anche perché, piccolo inciso, non tutti i sardi hanno la disponibilità economica di sfamare interi condomini milanesi. Per cui se dite a me che avete voglia di uno spuntino, vi dovrete accontentare di molto molto molto meno.

7 – NON CERCARE DI ATTRAVERSARE UN GREGGE
Ovviamente, dipende dal pastore che trovate. Ci sono quelli che si scusano e cercano di farvi passare il prima possibile, e quelli che hanno la faccia di uno che vi sparerà al primo movimento. Difficile, statisticamente parlando, che una persona in qualsiasi parte del mondo vi spari perché avete osato muovere la macchina col gregge in transito – una pecora vale economicamente meno di una condanna penale; più probabilmente vi manderà affanculo, se è stronzo o di cattivo umore, o farà due chiacchiere con voi, o cercherà di far sbrigare il gregge. Potrebbe offrirvi una sigaretta o due grammi di cocaina, chiedervi che ore sono. Comunque non è che se venite in Sardegna trovate per forza il gregge di pecore in strada. In ogni caso le regole di buon senso e buona educazione sono abbastanza universali.

8 – NON SFIDARE MAI UN SARDO A FARE QUALCOSA (POTRESTE RESTARE SORPRESI)
Ah, siamo un popolo orgoglioso? Io non me n’ero mai accorto. Comunque, se mi sfidate a fare qualcosa che non so e non voglio fare, state tranquilli che non lo farò. Quale sarebbe qui la caratteristica ‘innata’ dei sardi? L’orgoglio? E quali sono i popoli non orgogliosi? Non vedo l’ora di umiliarli sfidando a fare un sacco di cose e godermi la loro vergogna e sottomissione.

9 – NON PRENDERE TROPPO SUL SERIO QUELLO CHE TI DICE UN SARDO
Ecco che qui affiora con una certa destrezza lo stereotipo del sardo misterioso. Ma quale mistero? È vero che l’umorismo sardo è un po’ diverso da quello ‘italiano’ (cioè, romano o napoletano), ma anche qui esiste il contesto in cui una cosa viene detta (se il barista vi dice che il caffè costa 80 centesimi, non sta scherzando) e anche la mimica facciale e un sacco di altre cose che vi possono consentire di capire se una persona scherza o no. Ovvio che se siete sperduti in un posto che non conoscete chiunque può farvi credere qualunque cosa, perché non avete gli strumenti per sapere se dice il vero o no. Comunque non mi spiego come l’ironia possa convivere con l’orgoglio del punto precedente.

10 – NON LEGATEVI TROPPO ALLA SARDEGNA E AI SARDI
Blablabla… il mal d’africa, la saudade… La Sardegna è bella, molto bella. E se trovate le persone, il luogo e il momento giusto capace che vi ci affezionate. È una cosa che può capitare anche a Perugia, Danzica o Kuala Lumpur. E allo stesso modo vi struggerete per poterci tornare subito.

Non voglio con queste parole dire che la Sardegna è un posto come tanti altri. Ha un sacco di particolarità e di cose da scoprire anche per chi ci è nato e vissuto per decenni. Ma non è neanche una porzione inesplorata della Foresta Amazzonica. La Sardegna è pienamente inserita nella storia d’Europa e del mondo da millenni, a volte da protagonista, a volte meno, ma mai isolata.
La presunta ospitalità non è nel DNA dei sardi ma è, ovviamente, una questione culturale. Molti la imparano crescendo, altri no. Molti vorrebbero essere ospitali ma non se lo possono permettere più di tanto. Altri semplicemente sono dei sacrosanti e rispettabilissimi asociali. Altri sono super ospitali, ma appena uscirete dal loro raggio d’azione parleranno male di voi e del vostro ridicolo accento continentale, se vi va bene. Altri sono persone normali, che a volte hanno voglia e tempo di chiacchierare anche con degli sconosciuti e a volte hanno da fare o i cazzi loro per la testa.
Per cui, se venite in Sardegna, lasciate pure a casa il taccuino dell’antropologo della domenica e il cappello da Indiana Jones. Siete a due passi da casa vostra – se vivete in Italia – nel mezzo del Mare Mediterraneo, tra Europa e Africa. Niente che il buon senso non sia in grado di affrontare senza troppi patemi.
Ovviamente non ignoro il fatto che questa lista di 10 cose da non fare in Sardegna abbia intenti umoristici, anche se malriusciti, come lo stesso sito precisa nel banalissimo sequel ‘serio’. Ciò nonostante, mi sta sul cazzo lo stesso e ci tenevo a dirlo.

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2 risposte a “Trivializing Sardinia: piccolo spaccato di autocoscienza sarda (ajò!)

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